Fino al Secolo XVI i paesi del Salento non hanno avuto mai una vita tranquilla; posti all'estremita' della Penisola Italiana, passati sotto diversi dominii, essi divennero spesso il teatro di vere battaglie e di rappresaglie tra opposti rivali. Solo dopo la definitiva sconfitta turca della celebre battaglia di Lepanto, una volta terminate le incursioni piratesche, la Terra d'Otranto conobbe la pace. E se i pochi monumenti che la pietà cristiana potè elevare nel primo periodo scomparvero quasi del tutto sotto la furia sanguinosa e devastatrice dei Saraceni. le testimonianze artistiche che oggi possiamo ammirare sono il segno di una fede che ha resistito a innumerevoli pericoli naturali ed umani, che si e' mantenuta intatta e fedele alle origini, all'esempio degli antichi martiri. Il Capo di S. Maria di Leuca, la sommità dell'antico promontorio Japigio, e' sicuramente stato un costante punto di riferimento religioso per tutta la zona.
Sullo stesso luogo, infatti, dove una volta veniva praticato il culto a Minerva, fu eretta fin dai primi tempi dell'era cristiana una chiesa, più volte distrutta e ricostruita, consacrata al culto dell'Annunziata da papa Giulio I nel 343, dopo una ricostruzione. Il Santuario attuale, il sesto della storia, austero e dalle sobrie linee architettoniche, risale al 1720
I privilegi di cui il Santuario fu arricchito lo fece, e lo fa tutt'ora, ambita meta di pellegrini convinti che "al Santuario di Santa Maria de Finibus Terrae bisogna andare almeno una volta nella vita se si vuole entrare in Paradiso". Sua Santita' Giovanni Paolo II ha concesso al Santuario il titolo di Basilica Pontificia Minore, segno della notevole celebrita' di cui gode. Ma la religiosita' della popolazione del Capo di Leuca e' evidente in tutto il territorio diocesano: le chiese parrocchiali, le cappelle rurali, le confraternite, i santuari, i conventi, gli oratori, gli eremi, ma anche le feste patronali e la venerazione dei Santi, testimoniano le tappe di una civilta' millenaria e di una fede mai venuta meno.
Invitiamo il fratello ospite di questa nostra terra a scoprire attraverso gli itinerari che autonomamente vorrà crearsi di volta in volta, a conoscere e gustare non solo la bellezza dei singoli abitati, ma soprattutto a rinforzare e riscoprire la fede cristiana di cui gli affreschi, le pale, le statue, le tele, i pulpiti istoriati, le decorazioni architettoniche, stanno a rappresentare i segni esteriori. Dalla Cattedrale di Ugento, dedicata all'Assunta, alla parrocchiale di Salve con l'organo del seicento, dal piccolo Santuario di S. Marina a Ruggiano a quello di S. Rocco a Torrepaduli, dall'antichissimo complesso basiliano di S. Maria del Mito a Tricase alla chiesetta di S. Maria di Leuca del Belvedere a Barbarano. da un versante all'altro, dallo Jonio all'Adriatico, seguendo i campanili che spuntano e insegnano la strada al pellegrino, non un itinerario sulle tracce dell'arte, ma un cammino religioso alla ricerca "di una presenza".
Informazioni
Città : SANTA MARIA DI LEUCA (Lecce)
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